Come scegliere le cuffie

L’uso della cuffia non si limita all’ascolto dei propri brani preferiti senza disturbare gli altri. Le cuffie possono essere impiegate anche per il mixaggio o altro tipo di elaborazioni di musica, o ancora per varie registrazioni, DJing o concerti.

Ovviamente, per lavorare con la musica in uno studio (anche in casa) non vanno assolutamente bene i semplici auricolari da smartphone o altre cuffie piccole come quelle usate per comunicare su skype. Ecco perché, attraverso questa guida all’acquisto, vi consigliamo come selezionare le cuffie ideali per il lavoro con la musica.

CONSIGLI PER I PRINCIPIANTI

Ogni attività ha bisogno di un tipo di cuffia particolare. Non si può parlare in assoluto di cuffie perfette. Tuttavia esistono alcuni tipi di cuffia che si adattano anche a diverse finalità alla volta. Se avete bisogno di cuffie per il mixaggio e la registrazione, la soluzione migliore è acquistare delle cuffie da studio, di tipo chiuso. Se per la scelta delle cuffie desiderate consultare i nostri esperti, chiamate il nostro numero gratuito 800 790587 (lu-ve 9:00-17:00) oppure scriveteci al nostro indirizzo e-mail .

Cuffie da studio

Le cuffie da studio sono destinate all’elaborazione di musica, mixaggio e anche mastering, e sono comodissime non solo in viaggio, ma anche in piccoli studi di casa, dove magari non volete dar fastidio a chi vi sta attorno. Per il mixaggio si usano cuffie con gamma di frequenza sufficiente, per es. da 30 Hz a 20 kHz, me è meglio ancora se riescono a raggiungere anche bande per noi non udibili e a trasmettere suoni compresi tra 18 Hz e 23 kHz o anche più. Più alta è la portata, più equilibrata e fedele sarà la riproduzione del suono lungo tutto l’intervallo delle frequenze udibili. In fase di mixaggio è necessario ascoltare bene tutti i bassi e gli alti e avere a disposizione una caratteristica di frequenza equilibrata, in modo tale che le cuffie non vadano ad enfatizzare una data frequenza falsificando dunque al nostro orecchio il suono reale della registrazione.

Cuffie chiuse

Se nello studio si registrano canzoni o assoli di strumenti su supporti già pronti per l’uso, è importante non solo sentire la base, ma anche se stessi; è una questione di rapporti nel mix cuffie, ma è anche necessario che il suono proveniente dalle cuffie non esca via. Se il microfono capta allo stesso tempo anche il suono proveniente dalle cuffie, compreso clic ausiliare, la registrazione perderebbe in termini di qualità. Ecco perché quando si registra è necessario utilizzare cuffie chiuse. Le cuffie chiuse coprono tutta la superficie delle orecchie e assicurano al massimo l’assenza di penetrazione di suono nell’ambiente circostante.

Cuffie aperte e semiaperte

Durante l’elaborazione della musica e il mixaggio è importante che le cuffie assicurino una risposta di massima fedeltà. In questo caso sono utili delle cuffie aperte o semi-aperte, con ampia gamma di frequenze. Il suono prodotto da queste cuffie, infatti, non va ad urtare contro strutture chiuse ed è pertanto più fedele rispetto ad un suono di cuffie chiuse, che tenderebbero per esempio a “falsare” un po’ la produzione delle frequenze dei bassi.

Cuffie per DJ

Anche i DJ hanno bisogno di cuffie come si deve, poiché le portano davvero per lungo tempo. Se il DJ usa le cuffie – per esempio – per impostare la puntina su un determinato punto della piastra, sarà necessario che le cuffie siano ben aderenti e che evitino la penetrazione di suoni dall’ambiente circostante. Ecco perché le cuffie da DJ sono di norma chiuse e hanno un’elevata potenza.

Al tempo stesso, vi sono situazioni in cui il DJ ha bisogno di ascoltare anche i suoni della sala e trasmettere alle cuffie qualcosa dalla consolle di mixaggio. A riguardo tornano utili cuffie da DJ con cuscinetto auricolare girevole. In un orecchio passa il suono proveniente dalla consolle, mentre con l’altro il DJ sente i suoni della sala.

Cuffie In-Ear

Negli ultimi tempi le cuffie si usano sempre di più anche nei concerti. Sono sfruttate soprattutto dai batteristi che intendono ascoltare bene quello che suonano gli altri, senza troppo ritorno. Anche i cantanti che si muovono da una parte all’altra e vogliono ascoltare tutto alla perfezione utilizzano assai spesso le cuffie “in-eary”. L’in-ear monitoring è un sistema del tutto comodo in cui i rapporti tra gli strumenti (vocal) sono debitamente impostati e inviati direttamente alle orecchie del musicista, invece che alle casse.

Per l’in-ear monitoring vanno bene gli auricolari piccoli e modellati, ovvero sentiamo solo quello che ci trasmette il tecnico del suono, senza coperture o disturbi dovuti al chiasso della batteria o impianti chitarra ad alto volume. Un altro vantaggio per i cantanti è che l’in-ear monitoring risolve gli eterni problemi legati al feedback.

Altri parametri che vale la pena considerare

Se utilizzate le cuffie non solo in studio o a casa, ma le portate spesso anche in viaggio, risulterà comodo smontarle almeno parzialmente e proteggerle con una custodia.

Risulta utile avere anche un cavo di ricambio per le cuffie e anche dei cuscinetti auricolari di ricambio, in modo tale da non essere costretti a gettare via delle cuffie solo perché i cuscinetti sono usurati o farle riparare solo perché si è danneggiato il cavo.

Dall’altro lato non dobbiamo preoccuparci più di tanto del connettore, poiché la maggior parte delle cuffie è munita di riduttore in dotazione; dunque è possibile collegarle a fori da 3,5 mm o anche 6,3 mm.

Amplificatori per cuffie

Se avete necessità di collegare più di due cuffie (cosa che spesso accade durante le registrazioni), non è possibile utilizzare normali adattatori doppi Ad una singola uscita cuffie è infatti possibile collegare al massimo due unità – e tra l’altro ciò non è neppure consigliato più di tanto... La maggior parte delle schede audio è munita al massimo di due ingressi per cuffie. Per questi casi si producono amplificatori per cuffie. In genere sono dotate di un ingresso e quattro uscite. Ve ne sono poi altre ancora migliori, con due ingressi diversi, ovvero in grado di apportare due diversi mix di ascolto e permettere di passare dall’uno all’altro. Le cuffie più articolate consentono di modificare i rapporti tra entrambi i canali; e inoltre, ciascun musicista può mescolare al proprio segnale un’altra fonte di suono, per esempio il clic.
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